Il Circolo ILVA di Novi Ligure si prepara a festeggiare nel 2026 un traguardo importante: cento anni di vita. Un anniversario che racconta non soltanto la storia di un’associazione, ma anche quella della città e del suo legame con il mondo del lavoro e della socialità operaia.

A ricostruire le origini del circolo è stata una ricerca condotta dal presidente Lorenzo Robbiano, che ha portato alla luce documenti d’archivio e passaggi poco noti della storia del sodalizio. Secondo quanto emerso, l’area su cui oggi sorge il circolo fu acquistata nel 1924 dalla Ferriera – antesignana dell’Ilva – anche se nei documenti dell’epoca non era ancora indicata una destinazione precisa per quel terreno.

L’anno successivo l’amministratore delegato della fabbrica, Cavanna, fondò un circolo dopolavoristico, in linea con le politiche dell’epoca. Il progetto nasceva all’interno di un’area che oggi rappresenta uno dei punti centrali della vita sociale della città e che, già allora, ospitava le prime attività ricreative per gli operai.

In quegli anni il dopolavoro non era soltanto un luogo di svago, ma anche un punto di riferimento per la comunità operaia. Tra le attività che si svilupparono nel circolo vi fu anche il calcio, praticato nell’area dove oggi si trova il campo della Novese. Nel tempo il circolo diventò un luogo di incontro per i lavoratori della fabbrica e per le loro famiglie.

Il legame con la città si rafforzò ulteriormente negli anni successivi. Nel 1937, ad esempio, il circolo ospitava anche la sezione novese della Croce Rossa, segno del ruolo sociale che questa struttura aveva assunto nel tessuto cittadino.

Il secondo dopoguerra segnò una nuova fase della storia del Circolo ILVA. Con il progressivo cambiamento dell’industria siderurgica e le trasformazioni economiche del territorio, la struttura si trasformò sempre più in un luogo aperto alla cittadinanza. Un passaggio simbolico fu quello del 1995, quando l’Italsider venne privatizzata e ceduta alla famiglia Riva.

Fu proprio in quegli anni che si concretizzò una scelta decisiva per il futuro del circolo: gli operai costituirono una cooperativa per garantirne la gestione e l’autonomia. Attraverso una quota proveniente dal fondo delle retribuzioni dei lavoratori, la cooperativa poté acquisire l’area, assicurando la continuità di uno spazio che era ormai parte della vita collettiva della città.

Oggi il Circolo ILVA è molto diverso dal dopolavoro delle origini. Nel corso di un secolo si è trasformato in un centro sociale e sportivo aperto a tutti, con campi da tennis e da calcio e con numerose attività che ogni giorno coinvolgono soci e cittadini.

Il centenario, che sarà celebrato nel corso del 2026, rappresenterà un momento importante per ricordare questo lungo percorso. Le celebrazioni, come annunciato dal presidente Robbiano, sono previste indicativamente nel mese di settembre, quando il nuovo direttivo potrà definire il programma delle iniziative.

Un secolo di storia che racconta la trasformazione di un dopolavoro operaio in uno dei luoghi più vivi della comunità novese, diventato nel tempo un vero punto di riferimento sociale, sportivo e culturale per la città.

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